Natacha Atlas

Nata a Bruxelles da una famiglia anglo-egiziana, il background e le esperienze multi-culturali di Natacha Atlas hanno contribuito a formare il suo suono distintivo che crea ponti, senza soluzione di continuità, fra musiche e culture differenti.

 

Entrata in scena all’inizio degli anni Novanta, Atlas ha ricevuto rapidamente moltissimi riconoscimenti per l’innovativa fusione di successo fra le musiche occidentali e orientali e, in particolare, l’utilizzo all’avanguardia dell’elettronica con le melodie arabe e gli strumenti tradizionali.

 

Dopo diverse pubblicazioni con Nation Records e una serie di album con l’influente gruppo Transglobal Underground, ha debuttato con Diaspora (1994). Atlas ha poi pubblicato Gedida (Beggar's Banquet) che ha vinto il Victoire Award. Tutto il resto, come si dice, è storia.

 

Altri due dei suoi album, Ana Hina (2007), acclamato dalla critica, e Mounqaliba (2010), hanno rappresentato un’evoluzione radicale degli orizzonti artistici di Natacha Atlas. In entrambi, Altlas combina la sua caratteristica sintesi tra tradizioni e culture musicali di Occidente e Medio Oriente con i suoni e le influenze del jazz e della musica classica. Sicuramente, con Mounqaliba, spinge i confini ancora oltre, producendo un album generosamente orchestrato dal suo collaboratore di vecchia data Samy Bishai.

 

In aggiunta ai suoi progetti, Atlas ha collaborato in lungo e in largo con un eclettico insieme di artisti illustri appartenenti ad ogni genere musicale fra cui il pop (Peter Gabriel, Sinead O'Connor, Indigo Girls e Jean-Michel Jarre), la musica classica (Nigel Kennedy, Jocelyn Pook), il jazz (Nigel Kennedy), le colonne sonore (Danny Elfman, Clint Mansell, David Arnold, Harry Gregson-Williams, Rachel Portman) e la world music (Nitin Sawhney, Transglobal Underground, Talvin Singh).

 

La peculiarità della voce di Atlas è stata protagonista anche di una vasta serie di colonne sonore e partiture per film e video game, fra cui Kingdom of Heaven (2005), The Hulk (2003), Sex and the City 2 (2010), Stargate (1994), The Truth About Charlie (2002), The World Is Not Enough (1999), Die Another Day (2002), Brick Lane (2007), Sahara (2005), I Can't Think Straight (2008), La Fille Sur Le Pont (1999), Whatever Lola Wants (2007). Più recentemente il suo brano Adam’s Lullaby è stato usato per la campagna pubblicitaria della Commissione per il Turismo in Tunisia nella tv europea. Inoltre, Natacha ha di recente fatto colpo con alcuni brani creati con i compositori di Los Angeles Hi-Finesse, usati nel fim di Luc Bresson Lucy, della Lionsgate Studios, in Divergent con Kate Winslet e ancora in Cenerentola della Disney.

 

Nel 2013 Natacha Atlas ha composto, con Bishai, la musica per il balletto Les Nuits (liberamente ispirato da Le Mille e una Notte) per il coreografo francese Angelin Preljocaj. Il balletto ha continuato il tour internazionale fino alla fine del 2015.

 

L’ultimo album di Natacha la vede al lavoro con l’illustre Ibrahim Maalouf. Questo progetto unico, intitolato Myriad Road, è un mix di sonorità e sapori fantastici ed eleganti fra il jazz e la musica orientale per il quale la Atlas è così conosciuta e apprezzata.  Da evidenziare la partecipazione di musicisti di fama mondiale, fra cui proprio Maalouf, che hanno collaborato e prodotto quest’album. Pubblicato con Universal Decca in Francia nell’ottobre 2015 e poi a seguire nel mercato europeo durante il 2016, ha esaltato i suoi fan e gliene ha fatto guadagnare tanti altri nuovi.

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